No, non sono morto né accalappiato da una femmina (le due classiche ragioni per le quali un uomo-tizio scompare). Semplicemente ho altro da fare.
E continuo ad averne, ad essere sincero. Quindi cerchiamo di stringere, eh!
Non è un segreto: ormai gioco quasi solo grazie a Steam. E tramite Steam ho scoperto una piccola software house indipendente che produce quelli che si potrebbero definire come videogiochi di ruolo alla vecchia scuola. Quelli con le azioni a turni, molto tattici, la possibilità d’impartire a gioco fermo i comandi ai propri personaggi, un sacco di dialoghi, quest, ecc… Alla Baldur’s Gate, insomma. Se non sapete cos’è Baldur’s Gate… siamo nell’era di internet, arrangiatevi!
Tornando alla piccola e tradizionalista Software House, ci sarebbe da pensare “Bravi loro, che cercano di mantenere vivo un prodotto di nicchia”. Ecco, all’inizio il mio pensiero era quello. Poi ho provato a giocare alla loro ultima creazione.
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Avadon. Non male, però…
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Sul momento non è che mi abbia fatto cacare, anzi. Ma poi, guarda che ti riguarda, mi sono reso conto che ha delle limitazioni e un gameplay un po’ così così. E allora…
Perché giocare ad un videogioco nuovo “così così” quando ci sono dei capolavori “vecchi” fatti negli anni d’oro del genere?
Perché (continua…)
Alla faccia di Hollywood…
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A onor del vero il genere zombie non mi ha mai più di tanto appassionato. Però il trailer è fatto bene. E visto che non ho cazzi di fare post impegnativi, vi beccate un altro video.
Lasciando perdere il videogioco di per sé (probabilmente lo compro verso natale quando lo daranno via a meno di 10 euro su Steam), la colonna sonora del menù è molto bella. Anche se ha poco a che fare con il tema “calci in culo a tutti” del gioco.
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Notate niente di strano?
:(
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Parentesi tecnica
Ciò che può facilmente sfuggire, è che la coda degli animali è di fatto un prolungamento della colonna vertebrale. Così, come quando ci si rompe le schiena, il problema non sono le ossa, quanto il danno neurologico.
In parole povere: Devilmiao ha perso la completa sensibilità della coda.
Questo comporterà svariati problemi, che potrebbero portare alla decisione di rimuovergliela.
Non sono da sottovalutare gli svantaggi sociali uomo-micio: chi conosce i gatti sa bene quanto la coda possa dare indizi molto chiari sul loro umore.
Insomma: una bella rottura di palle.
Comincio a sentirmi a disagio quando incontro vecchie conoscenze, compagni di scuola, amici dispersi da lunga data. Vedo in loro la vita che li consuma. Il tempo che li uccide, che li cambia, che li sottomette.
Puzzano di morte e depressione.
Per me il tempo, negli ultimi dieci anni, sì è praticamente fermato.
Sono solo. Spesso triste. A volte mi sento inutile. Mi faccio di antidolorifici e psicofarmaci. Eppure, non li invidio.
Ma forse dovrei.
Che depressione constatare ancora una volta di non essere in grado d’interagire in maniera serena con il prossimo, senza l’aiuto di farmaci.
Cazzo!
Magari potessi giocarmi il jolly delle “mie cose”…
E voi femmine vi lamentate?! -__-
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Ai rintocchi dei cinquantanni, una mangaka-cenerentola come al solito “figa ma sfigata” si ritrova a festeggiare il successo della sua ultima fatica permettendosi, per una volta tanto, il lusso di un bicchiere di champagne.
Forse uno di troppo.
Coperta di sangue da capo a piedi, circondata da cadaveri di ragazzine, con qualche dito in meno e il pube infiammato e pieno di zecche di cane, quella sera stessa si ritroverà a chiedersi se non sia il caso di diventare astemia.
Ma se dell’alcol e delle droghe riuscirà a fare a meno (continua…)
Ma sì, dai! Apriamo questa nuova rubrica!
Nonostante impacchettare un gatto sia cosa sbagliata, un gatto che si autoimpacchetta è cosa divertente.
Questa la si può ritenere la seconda puntata, mentre la prima la potete trovare qui.
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Aveva talmente preso il vizio di dormire lì dentro, che alla fine mi ero arreso e gli avevo pure messo un cuscino per stare più comodo.